“Il coraggio di dubitare: la lezione di Tommaso che ha cambiato la mia fede

Per molto tempo ho pensato che avere fede significasse non dubitare mai.

Credevo che una donna forte dovesse avere sempre tutto sotto controllo, sapere quale decisione prendere, mostrare sicurezza anche quando dentro si sentiva fragile.

Poi la vita mi ha insegnato qualcosa di completamente diverso.

Ho scoperto che Dio non ci ama perché siamo forti. Ci ama perché siamo sue figlie. E non si allontana quando abbiamo paura, quando siamo confuse o quando ci poniamo delle domande. Anzi, spesso è proprio in quei momenti che ci è più vicino.

In questi giorni ho riflettuto sulla figura di Tommaso, il discepolo che tutti conoscono come “l’incredulo”. Ma più leggevo il Vangelo, più mi rendevo conto che forse gli abbiamo dato l’etichetta sbagliata.

Tommaso non era incredulo.

Era autentico.

E questa scoperta ha parlato profondamente anche alla mia vita.

Quante volte anche noi abbiamo paura?

Viviamo in una società che ci spinge continuamente a dimostrare qualcosa.

Dobbiamo essere donne di successo, mamme perfette, professioniste impeccabili, mogli presenti, sempre sorridenti e sempre all’altezza.

Ma la verità è un’altra.

Anche le donne più forti hanno paura.

Anche quelle che sembrano avere tutto sotto controllo, la sera, si chiedono se stanno facendo la cosa giusta.

Anch’io ci sono passata.

Ci sono stati momenti in cui non avevo nessuna certezza.

Solo tante domande.

La mia storia è fatta di coraggio… ma anche di dubbi

Per sette anni ho lavorato nel settore aeronautico come Quality Manager. Era un lavoro importante, costruito con impegno e sacrificio.

Eppure, dentro di me, sentivo che Dio stava preparando qualcosa di diverso.

Così, a 34 anni, ho preso una decisione che molti avrebbero considerato folle: rimettermi a studiare.

Non è stato semplice.

Studiare mentre si ha una famiglia, dei figli, delle responsabilità e una vita già avviata richiede coraggio. Ma richiede anche tanta fede.

Ho affrontato esami, sacrifici, momenti di stanchezza e giorni in cui mi chiedevo se ce l’avrei fatta davvero.

Poi è arrivato il concorso.

Anche lì i dubbi non mancavano.

E se non fossi abbastanza?

E se tutto questo impegno non bastasse?

Due anni fa, però, Dio ha trasformato quei dubbi in una meravigliosa realtà.

Ho vinto il concorso e oggi insegno nelle scuole superiori.

Ogni volta che entro in classe ricordo il cammino fatto e capisco che Dio vede possibilità anche quando noi vediamo solo ostacoli.

Tommaso mi assomiglia più di quanto immaginassi

Rileggendo il Vangelo di Giovanni, ho scoperto un Tommaso molto diverso da quello che avevo sempre immaginato.

Quando Gesù decide di tornare da Lazzaro, Tommaso dice:

“Andiamo anche noi a morire con Lui.”

Non nasconde la paura.

Quando Gesù parla della casa del Padre, è ancora lui ad avere il coraggio di dire:

“Signore, non sappiamo dove vai. Come possiamo conoscere la via?”

Non finge di aver capito.

E dopo la risurrezione, quando gli altri discepoli raccontano di aver visto Gesù, lui risponde con sincerità:

“Se non vedo… non crederò.”

Quante volte anche noi abbiamo pronunciato frasi simili?

“Dio, dove sei?”

“Perché tutto questo?”

“Come farò?”

Forse siamo molto più simili a Tommaso di quanto pensiamo.

Gesù non rimprovera Tommaso

Questa è la parte che più mi emoziona.

Gesù non umilia Tommaso.

Non gli dice: “Dovevi fidarti.”

Non gli rinfaccia i suoi dubbi.

Gli va incontro.

Gli mostra le sue ferite.

Gli permette perfino di toccarle.

È un’immagine potentissima.

Perché ci ricorda che Dio non ha paura delle nostre fragilità.

Non si scandalizza delle nostre domande.

Non ci ama di meno quando vacilliamo.

La sua grazia arriva proprio lì, nel punto in cui ci sentiamo più vulnerabili.

La grazia è più grande delle nostre paure

Per molti anni ho pensato che l’amore di Dio dipendesse da quanto fossi brava.

Che dovessi meritarmelo.

Poi ho capito che la grazia funziona in modo completamente diverso.

La grazia non si guadagna.

Si riceve.

Dio non aspetta che diventiamo perfette.

Ci incontra esattamente dove siamo.

Con le nostre ferite.

Con i nostri fallimenti.

Con le nostre paure.

Con i nostri dubbi.

Ed è lì che inizia la trasformazione.

Il successo non è non cadere mai

Con Donne di Successo parlo spesso di crescita personale, lavoro, formazione e indipendenza economica.

Credo profondamente che ogni donna abbia talenti straordinari e che debba avere la possibilità di realizzarli.

Ma oggi sento di dire una cosa ancora più importante.

Il vero successo non consiste nel non cadere mai.

Consiste nel continuare a camminare anche quando abbiamo paura.

Consiste nel ricominciare quando tutto sembra fermo.

Consiste nel fidarsi di Dio anche quando non riusciamo ancora a vedere il traguardo.

Se oggi sono un’insegnante, se continuo a studiare, a formarmi e a costruire nuovi progetti come Donne di Successo, non è perché non abbia mai avuto dubbi.

È perché ho scelto di non permettere ai dubbi di fermarmi.

Forse il “gemello” di Tommaso siamo noi

Nel Vangelo Tommaso viene chiamato più volte “il Gemello”.

Mi sono chiesta spesso: chi è il suo gemello?

Oggi credo di conoscere la risposta.

Il suo gemello sono io.

E forse sei anche tu.

Ogni volta che diciamo:

“Ho paura.”

“Non sono abbastanza.”

“Non so cosa fare.”

“Dio, aiutami.”

In quel momento diventiamo incredibilmente simili a lui.

Ed è proprio allora che Gesù ci raggiunge.

Non per giudicarci.

Ma per amarci.

Oggi scelgo ancora di fidarmi

Non so cosa mi riserverà il futuro.

Come ogni donna, continuo ad avere sogni, responsabilità e qualche timore.

Ma oggi so una cosa con certezza.

Dio non mi ha mai lasciata sola.

Mi ha accompagnata quando lavoravo nel settore aeronautico.

Mi ha sostenuta quando, a 34 anni, ho ricominciato a studiare.

Mi è stato accanto mentre preparavo il concorso.

È con me ogni giorno, quando entro in classe davanti ai miei studenti.

Ed è con me anche nei nuovi progetti che porto avanti con Donne di Successo.

Per questo oggi faccio mia la stessa semplice e bellissima preghiera di Tommaso:

“Mio Signore e mio Dio.”

Non perché abbia tutte le risposte.

Ma perché ho imparato che la fede non è l’assenza dei dubbi.

La fede è scegliere di fidarsi di Dio anche quando non riusciamo ancora a vedere tutta la strada.

E forse è proprio questa la più grande forma di successo che una donna possa raggiungere.