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Quando arriva l’onda, alzati

di Carmela De Crescenzo · 7 ottobre 2026 · 5 min di lettura

Quello che il surf mi ha insegnato sulla paura, sulle cadute e sul coraggio di ricominciare.

Ci sono momenti nella vita in cui ci troviamo davanti a qualcosa che non sappiamo fare. Non abbiamo esperienza. Non sappiamo come andrà. Abbiamo paura di cadere. E, soprattutto, abbiamo paura che qualcuno ci veda mentre cadiamo.

Quest’estate è successo a me. Mi sono trovata davanti al mare, su una tavola da surf, pronta a fare qualcosa che non avevo mai fatto prima. Ero emozionata, ma anche spaventata.

Perché il surf, almeno per me, non è stato semplicemente imparare a stare in equilibrio su una tavola. È stato imparare a fidarmi di me stessa.

La prima onda

All’inizio osservavo. Guardavo gli altri prendere la loro tavola, aspettare l’onda giusta e poi partire. Sembrava tutto semplice.

Ma quando è arrivato il mio turno ho capito che guardare gli altri e farlo davvero sono due cose completamente diverse. La tavola si muoveva. L’onda arrivava. Io cercavo di mantenere l’equilibrio. E poi… cadevo.

Una volta. Poi un’altra. E un’altra ancora. E ogni volta dovevo tornare sulla tavola.

Forse è questa la lezione più bella che mi ha dato il surf:

Nessuno può impedirti di cadere. Ma puoi sempre decidere di risalire.

La paura di essere guardate

C’è una cosa che accomuna tantissime donne: abbiamo paura di sbagliare davanti agli altri. Abbiamo paura di non essere abbastanza brave. Abbiamo paura che qualcuno possa giudicarci.

E così, spesso, rinunciamo ancora prima di cominciare. Aspettiamo di essere preparate. Aspettiamo il momento perfetto. Aspettiamo di essere sicure. Ma il momento perfetto, spesso, non arriva mai.

Non devi essere pronta per cominciare. Devi cominciare per diventare pronta.

Poi arriva l’onda

A un certo punto ho capito che non potevo controllare il mare. Non potevo decidere quanto sarebbe stata grande l’onda, non potevo fermarla, non potevo pretendere che fosse perfetta. Potevo soltanto imparare ad ascoltarla e scegliere il momento in cui provarci.

È esattamente quello che succede nella vita. Ci sono opportunità che arrivano all’improvviso, cambiamenti che non avevamo programmato, momenti che ci spaventano. E spesso aspettiamo che tutto sia sotto controllo prima di fare il primo passo.

Ma la vita non funziona così. L’onda arriva, e tu hai due possibilità: restare sulla riva a guardarla, oppure entrare in acqua.

Cadere non significa fallire

Quella tavola mi ha insegnato una cosa che dovremmo ricordare più spesso: cadere non significa aver fallito. Significa che ci hai provato.

Ogni caduta contiene un’informazione. Ti dice cosa non ha funzionato. Ti insegna a spostare il peso, a cambiare posizione, a riprovare. A non mollare.

Forse anche nella vita dovremmo smettere di chiamare “fallimenti” tutte quelle esperienze che, in realtà, sono semplicemente tentativi che ci stanno insegnando qualcosa:

  • un progetto che non è andato come volevamo;
  • un lavoro che abbiamo perso;
  • una relazione che è finita;
  • un sogno che abbiamo rimandato;
  • una porta che si è chiusa.

Non significa necessariamente che abbiamo perso. Forse significa soltanto che dobbiamo imparare a stare meglio sulla nostra tavola.

E poi mi sono alzata

Dopo tante cadute, finalmente è successo. Mi sono alzata.

Per qualche istante ero lì, in piedi sulla tavola, mentre l’acqua scorreva sotto di me. E in quel momento ho provato una sensazione difficile da spiegare.

Non era soltanto la soddisfazione di essere riuscita a fare qualcosa di nuovo. Era la consapevolezza di aver superato, anche solo per un momento, quella voce dentro di me che dice: “Non ce la farai.” Quella voce che tutte, prima o poi, abbiamo ascoltato.

Il vero successo non è non cadere mai. È avere il coraggio di risalire sulla tavola dopo ogni caduta.

La vita è fatta di onde

Ci saranno sempre onde. Alcune saranno piccole, altre enormi. Alcune ci troveranno impreparate, altre arriveranno proprio quando pensavamo di aver finalmente trovato un po’ di tranquillità.

Non possiamo scegliere il mare. Ma possiamo scegliere come affrontarlo. Possiamo imparare. Possiamo chiedere aiuto. Possiamo sbagliare, cadere e ricominciare. E soprattutto possiamo smettere di aspettare di sentirci completamente sicure.

Perché il coraggio non è assenza di paura. Il coraggio è fare un passo avanti anche quando la paura c’è.

Quando arriva l’onda, alzati

Forse oggi sei davanti alla tua tavola. Forse c’è un sogno che continui a rimandare. Un lavoro che vorresti cambiare. Un progetto che hai paura di iniziare. Una versione di te che senti di voler finalmente conoscere.

Forse stai aspettando l’onda perfetta. Ma voglio dirti una cosa: non aspettare che il mare sia calmo per imparare a surfare.

Entra in acqua. Prova. Cadi. Risali. Riprova.

Perché prima o poi arriverà quell’onda. E quando arriverà, non chiederti se sei abbastanza brava. Non chiederti cosa penseranno gli altri. Non aspettare di non avere più paura.

Guarda l’onda. Respira. E alzati.

Forse il successo non è aspettare l’onda giusta. Forse il successo è avere il coraggio di cavalcare quella che arriva.

Nella vita non puoi controllare le onde. Ma puoi imparare a stare in piedi.

Carmela De CrescenzoIngegnere, insegnante, mamma e founder di Donne di Successo.

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