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E se stessi dubitando proprio di te?

di Carmela De Crescenzo · 24 ottobre 2026 · 11 min di lettura

Quante volte abbiamo rinunciato a qualcosa non perché fosse impossibile, ma perché avevamo smesso di credere di potercela fare?

Ci sono momenti nella vita in cui il problema non è quello che sta accadendo, ma quello che iniziamo a raccontarci mentre accade.

All'inizio siamo entusiaste. Abbiamo un'idea, un progetto, un desiderio che ci fa brillare gli occhi. Sentiamo che è arrivato il momento di provarci e troviamo il coraggio di fare il primo passo.

Poi, però, le cose non vanno esattamente come avevamo immaginato.

I risultati tardano ad arrivare. Qualcuno ci dice che è troppo difficile. Una porta si chiude. Ci confrontiamo con chi sembra essere più avanti di noi e, lentamente, quella sicurezza che avevamo all'inizio comincia a vacillare.

Ed ecco che arrivano i dubbi.

Forse non sono abbastanza brava.

Forse ho sbagliato tutto.

Forse dovrei lasciar perdere.

La cosa curiosa è che, spesso, non abbiamo ancora perso davvero. Non abbiamo ancora verificato se quel progetto possa funzionare, se quella strada possa portarci da qualche parte o se siamo capaci di superare la difficoltà che abbiamo davanti.

Eppure, nella nostra mente, abbiamo già scritto il finale.

Abbiamo trasformato un ostacolo in una sentenza, un ritardo in un fallimento, un momento di incertezza nella prova definitiva che non ce la faremo.

Quante volte lo abbiamo fatto?

Quante volte abbiamo abbandonato un'idea perché non vedevamo subito i risultati? Quante volte abbiamo rinunciato a parlare, a proporci, a cambiare strada, perché avevamo paura di non essere all'altezza?

E quante volte, invece, abbiamo continuato a dubitare di una decisione anche dopo averla presa, cercando negli altri una conferma che ci facesse sentire finalmente sicure?

Forse il dubbio più difficile da superare non è quello sul futuro.

È quello che riguarda noi stesse.

1 Il momento in cui smettiamo di crederci

C'è una differenza enorme tra riconoscere che qualcosa è difficile e convincersi che sia impossibile.

La prima consapevolezza può aiutarci a prepararci, a studiare, a chiedere consiglio e a trovare una strategia migliore.

La seconda, invece, rischia di fermarci prima ancora che abbiamo cominciato davvero.

A volte ci convinciamo di non essere portate per qualcosa soltanto perché non ci riusciamo al primo tentativo. Pensiamo di non avere abbastanza talento perché qualcun'altra è più brava di noi. Interpretiamo un rifiuto come una conferma delle nostre insicurezze.

Ma da quando un risultato negativo ha il potere di definire tutto ciò che siamo?

  • Un colloquio andato male non stabilisce il nostro valore professionale.
  • Un progetto che non funziona non cancella le nostre capacità.
  • Una scelta sbagliata non significa che non saremo più in grado di scegliere bene.

Significa che siamo esseri umani, che stiamo imparando e che non sempre possiamo prevedere come andranno le cose.

Eppure siamo spesso molto più indulgenti con gli altri che con noi stesse.

Se un'amica ci racconta di aver fallito, cerchiamo di incoraggiarla. Le ricordiamo che può riprovarci, che ha delle qualità, che un errore non definisce una persona.

Ma quando siamo noi a trovarci nella stessa situazione, cambiamo improvvisamente tono.

Diventiamo giudici severissime. Ripensiamo a ogni parola pronunciata, a ogni decisione presa, a ogni occasione che avremmo potuto gestire diversamente.

Come se dovessimo essere perfette per meritare la possibilità di ricominciare.

E se cominciassimo a riservare a noi stesse la stessa comprensione che offriamo alle persone che amiamo?

2 Non avere tutte le risposte non significa essere perse

Una delle ragioni per cui facciamo fatica a prendere decisioni è che vorremmo avere la certezza di non sbagliare.

Vorremmo sapere in anticipo se quella scelta sarà giusta, se quella relazione durerà, se quel lavoro ci renderà felici, se il nostro progetto avrà successo.

Vorremmo una garanzia.

Ma la vita, purtroppo o per fortuna, non funziona così.

Possiamo informarci, riflettere, confrontarci con persone competenti e valutare i rischi. Possiamo prepararci nel modo migliore possibile. Ma arriverà sempre un momento in cui dovremo decidere senza conoscere ogni conseguenza.

Ed è proprio lì che spesso ci blocchiamo.

Continuiamo a pensarci, chiediamo altri pareri, cambiamo idea, torniamo sui nostri passi. Cerchiamo qualcuno che ci dica con assoluta certezza che stiamo facendo la cosa giusta.

Ma quella certezza, a volte, non arriverà prima della decisione.

Arriverà attraverso l'esperienza, attraverso ciò che impareremo facendo quel passo, attraverso la capacità di correggere il percorso quando sarà necessario.

Non significa agire d'impulso o ignorare i segnali di pericolo. Significa accettare che la prudenza non deve trasformarsi in una prigione.

  • Possiamo fare una scelta ragionata senza avere la garanzia che tutto andrà bene.
  • Possiamo cominciare un progetto senza sapere esattamente dove ci porterà.
  • Possiamo cambiare direzione senza considerare inutile il cammino fatto fino a quel momento.

E possiamo anche sbagliare.

Perché sbagliare non è sempre il contrario di riuscire. A volte è una parte inevitabile del processo che ci permette di capire meglio chi siamo e che cosa vogliamo davvero.

Non devi conoscere tutta la strada per avere il coraggio di percorrere il prossimo tratto.

3 Attenzione alle voci che scegli di ascoltare

Quando siamo in una fase delicata, le parole degli altri possono avere un peso enorme.

Una persona ci incoraggia e sentiamo di poter ripartire. Un'altra ci scoraggia e improvvisamente iniziamo a vedere problemi che prima non avevamo nemmeno considerato.

È naturale: siamo influenzate dall'ambiente in cui viviamo e dalle persone con cui condividiamo le nostre giornate.

Per questo è importante scegliere con attenzione chi ammettiamo nella nostra vita, soprattutto quando stiamo cercando di costruire qualcosa di nuovo.

Non abbiamo bisogno di persone che ci dicano sempre che abbiamo ragione. Abbiamo bisogno di persone sincere, capaci di farci notare un errore senza umiliarci, di metterci in guardia senza spegnere ogni nostro entusiasmo, di aiutarci a vedere le difficoltà senza convincerci che non esistano possibilità.

C'è una differenza tra chi ti dice «Attenta, valuta bene questo rischio» e chi ti ripete «Non ce la farai mai».

La prima persona ti aiuta a riflettere.

La seconda potrebbe finire per farti dubitare anche di ciò che sei perfettamente in grado di fare.

E poi c'è una domanda che dovremmo porci più spesso: le persone a cui chiediamo consigli conoscono davvero la situazione che stiamo vivendo? Hanno le competenze necessarie per aiutarci? Ci stanno parlando sulla base di fatti oppure delle loro paure?

Non tutti i consigli sono adatti a noi. Non tutte le opinioni devono diventare indicazioni da seguire.

Ascoltare gli altri è importante, ma lo è altrettanto imparare a valutare ciò che ci viene detto.

E soprattutto dobbiamo smettere di cercare continuamente approvazione per ogni scelta.

Non possiamo costruire una vita che ci somigli davvero se abbiamo bisogno che tutti siano d'accordo con noi.

4 Ricordati di quante volte ce l'hai già fatta

Quando attraversiamo un periodo difficile, la nostra memoria sembra avere una strana abitudine: dimentica facilmente ciò che abbiamo superato e si concentra soltanto su quello che potrebbe andare storto.

Pensiamo al problema di oggi e ci sembra enorme. Dimentichiamo le volte in cui ci siamo trovate davanti a qualcosa che ci spaventava e, nonostante tutto, siamo riuscite ad affrontarlo.

Fermati un momento

Prova a ripensare alla tua storia.

C'è stata una volta in cui credevi di non farcela e invece ce l'hai fatta?

Una situazione che sembrava senza soluzione e che, con il tempo, hai imparato a gestire?

Un cambiamento che all'inizio ti terrorizzava e che oggi fa parte della tua vita?

Forse non tutto è andato come desideravi. Forse alcune esperienze ti hanno lasciato delle cicatrici. Ma sei ancora qui, con tutto ciò che hai imparato, con le risorse che hai sviluppato e con una consapevolezza che prima non avevi.

Non devi usare il passato per convincerti che ogni cosa andrà necessariamente bene.

Puoi usarlo per ricordare che sei capace di affrontare l'incertezza, di imparare e di trovare nuove soluzioni.

Quando dubiti di te, non guardare soltanto ciò che ti manca.

Guarda anche la strada che hai percorso.

Le difficoltà che hai attraversato non garantiscono che il futuro sarà facile, ma possono ricordarti che non parti da zero: hai già esperienza, hai già imparato qualcosa e puoi continuare a crescere.

5 E se non fossi obbligata a essere perfetta?

C'è un'altra forma di dubbio che ci accompagna silenziosamente: la convinzione di dover meritare ogni cosa attraverso la perfezione.

Pensiamo di dover fare sempre la scelta giusta, pronunciare le parole giuste, dimostrare di essere competenti, presenti, affidabili.

E quando commettiamo un errore, non ci limitiamo a riconoscerlo. Lo trasformiamo in un giudizio su tutta la nostra persona.

Non sono una brava professionista.

Non sono una buona madre.

Non sono capace di gestire la mia vita.

Ma perché un errore dovrebbe cancellare tutto il resto?

Possiamo essere brave nel nostro lavoro e avere ancora molto da imparare. Possiamo amare profondamente la nostra famiglia e attraversare giornate in cui perdiamo la pazienza. Possiamo essere donne determinate e avere bisogno di qualcuno che ci sostenga.

Non c'è contraddizione.

La nostra identità è molto più grande dei nostri momenti peggiori.

E non dobbiamo aspettare di diventare impeccabili per riconoscere il nostro valore.

La crescita personale non consiste nel correggere ogni difetto fino a trasformarci in persone senza fragilità. Consiste anche nell'imparare a conoscerci, ad assumerci le nostre responsabilità e a trattarci con rispetto mentre cerchiamo di migliorare.

  • Puoi riconoscere di aver sbagliato senza considerarti un fallimento.
  • Puoi chiedere scusa senza sentirti una persona sbagliata.
  • Puoi ricominciare senza dover dimostrare a tutti che questa volta non commetterai mai più errori.
Non devi essere perfetta per meritare fiducia, rispetto e una nuova possibilità.

6 Fai un passo, anche se non ti senti completamente pronta

C'è una frase che spesso ci ripetiamo quando desideriamo cambiare qualcosa: «Aspetto di sentirmi pronta».

Aspettiamo di avere più sicurezza, più tempo, più competenze, più certezze.

A volte prepararci meglio è davvero necessario. Altre volte, però, continuiamo ad aspettare perché abbiamo paura di metterci alla prova.

E così passano i mesi. A volte gli anni.

Il progetto rimane nel cassetto, la candidatura non viene inviata, la conversazione viene rimandata, il desiderio resta soltanto un pensiero.

Non perché sia impossibile realizzarlo, ma perché non ci sentiamo mai abbastanza pronte per cominciare.

Forse dovremmo smettere di aspettare una sicurezza assoluta e iniziare a costruirla attraverso piccoli passi.

Non devi aprire un'attività domani se non hai ancora valutato come farlo. Puoi cominciare a informarti, studiare il mercato, preparare un piano.

Non devi cambiare lavoro senza riflettere sulle conseguenze. Puoi aggiornare il curriculum, cercare opportunità e capire quali competenze ti servono.

Non devi avere già risolto ogni tua insicurezza per esporti a una nuova esperienza. Puoi cominciare gradualmente, dandoti il tempo di imparare.

La fiducia in noi stesse non arriva sempre prima dell'azione. Spesso cresce proprio mentre facciamo esperienza, affrontiamo le difficoltà e scopriamo che siamo capaci di imparare.

Non serve correre. Serve non restare ferme soltanto perché abbiamo paura di non essere ancora abbastanza.

7 Un giorno alla volta

Non sappiamo che cosa accadrà tra un mese, tra un anno o tra cinque anni.

Possiamo fare progetti, lavorare per realizzarli e immaginare il futuro che desideriamo. Ma ci saranno sempre elementi che non dipendono da noi.

E forse una parte della serenità consiste proprio nell'imparare a convivere con questa incertezza.

Non dobbiamo risolvere tutta la nostra vita oggi.

Dobbiamo soltanto capire quale sia il prossimo passo ragionevole che possiamo compiere, con le informazioni e le risorse che abbiamo a disposizione.

Se sbagliamo, potremo correggerci.Se scopriamo che una strada non fa per noi, potremo cambiare direzione.Se abbiamo bisogno di aiuto, potremo chiederlo.

E se oggi non riusciamo a fare tutto ciò che avevamo programmato, possiamo riprendere domani senza trasformare una giornata difficile in una condanna.

Vorrei che imparassimo a riconoscere il valore di questa possibilità: quella di non dover sapere tutto, di non dover fare tutto subito e di non dover dimostrare continuamente di essere all'altezza.

Perché a volte il vero ostacolo non è la strada che abbiamo davanti.

È la voce interiore che ci ripete che non siamo capaci di percorrerla.

E quella voce non deve necessariamente avere l'ultima parola.

La domanda da portare con te

Fermati un momento

La prossima volta che ti troverai davanti a una scelta e sentirai crescere il dubbio, prova a fermarti un momento.

Chiediti se stai valutando un rischio reale o se stai lasciando che la paura di sbagliare decida al posto tuo.

Chiediti se hai davvero bisogno di altre informazioni oppure se stai cercando una certezza che nessuno può garantirti.

E poi domandati: se avessi un po' più fiducia nella mia capacità di affrontare le conseguenze, quale passo avrei il coraggio di fare?

Non è detto che tu debba farlo immediatamente. Potresti aver bisogno di tempo, di un confronto o di un piano più solido.

Ma almeno avrai cominciato a distinguere ciò che desideri davvero da ciò che la paura ti sta impedendo di prendere in considerazione.

  • Non lasciare che un momento di incertezza diventi la definizione di chi sei.
  • Non confondere il fatto di non sapere con il fatto di non essere capace.
  • E non dimenticare che puoi avere dubbi e, allo stesso tempo, continuare a credere nelle tue possibilità.

Non devi sapere con certezza come andrà a finire per concederti la possibilità di cominciare. A volte, la fiducia nasce proprio quando smetti di pretendere tutte le risposte e scegli di fare il prossimo passo.

Non permettere ai tuoi dubbi di farti dimenticare tutto ciò che sei capace di diventare.

Carmela De CrescenzoIngegnere, insegnante, mamma e founder di Donne di Successo.

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