Non lasciare che la paura decida al posto tuo

Ci sono battaglie che nessuno vede, ma che ogni giorno ci chiedono un po’ più di coraggio.
Ci sono paure di cui parliamo apertamente e altre che teniamo nascoste, persino alle persone che amiamo.
- La paura di non farcela.
- Di perdere qualcosa di importante.
- Di deludere qualcuno.
- Di fare la scelta sbagliata.
- Di ricominciare da zero quando pensavamo di aver finalmente trovato il nostro equilibrio.
E poi ci sono quelle paure che facciamo fatica persino a confessare a noi stesse.
- La paura di non essere abbastanza.
- Di non essere all'altezza delle aspettative.
- Di aver aspettato troppo a lungo per realizzare un sogno.
- Di guardare indietro tra qualche anno e accorgerci di aver rinunciato a qualcosa che desideravamo davvero.
A volte la paura arriva all'improvviso, proprio quando pensavamo di avere tutto sotto controllo.
Stiamo costruendo qualcosa, abbiamo fatto progetti, ci siamo impegnate per raggiungere un obiettivo. Poi accade qualcosa che non avevamo previsto e, in un attimo, tutte le nostre certezze sembrano vacillare.
È in quei momenti che la mente comincia a correre.
E se andasse male?
E se non ci riuscissi?
E se perdessi tutto quello che ho costruito?
E se non fossi abbastanza forte per affrontare ciò che sta arrivando?
Il problema è che, mentre cerchiamo di prepararci a ogni possibile disastro, rischiamo di vivere come se quel disastro fosse già accaduto.
Ci preoccupiamo per cose che potrebbero non succedere mai. Immaginiamo conversazioni che non abbiamo ancora avuto, problemi che non si sono ancora presentati, finali che nessuno ha scritto.
E, nel frattempo, perdiamo la serenità del presente.
La paura ha un modo tutto suo di rubarci la vita: non sempre ci impedisce di andare avanti, a volte ci lascia camminare, ma ci convince che qualcosa andrà sicuramente storto.
1 La paura non è il problema. Lasciarle il comando, sì.
Per molto tempo possiamo convincerci che per essere forti dobbiamo smettere di avere paura.
Pensiamo che le donne sicure di sé non abbiano dubbi, che quelle determinate non si lascino scoraggiare e che chi riesce a realizzare i propri sogni abbia qualcosa che a noi manca.
Ma siamo sicure che sia davvero così?
Forse anche le donne che ammiriamo hanno paura. Forse si sono trovate davanti a porte chiuse, hanno ricevuto risposte negative, hanno attraversato momenti in cui non sapevano quale fosse la scelta giusta.
La differenza non è necessariamente nell'assenza della paura, ma in ciò che decidiamo di fare quando arriva.
Possiamo sentire paura e presentarci comunque a un colloquio. Possiamo avere dubbi e cominciare quel progetto che rimandiamo da mesi. Possiamo sentirci insicure e imparare a prendere la parola, a esprimere un'opinione, a dire di no.
Possiamo persino tremare mentre facciamo qualcosa che desideriamo da anni.
Perché il coraggio non è sempre spettacolare. Non fa rumore, non ha bisogno di essere raccontato sui social e non riceve necessariamente applausi.
- A volte il coraggio è una telefonata che rimandavamo da settimane.
- È una decisione difficile che non possiamo più evitare.
- È il momento in cui smettiamo di aspettare che qualcuno ci dia il permesso di provarci.
È anche alzarci una mattina, dopo un periodo complicato, e decidere che non vogliamo più lasciare che quello che è successo ieri condizioni ogni cosa che faremo domani.
Non devi sentirti invincibile per essere coraggiosa. Devi soltanto smettere di credere che la paura abbia sempre ragione.
2 Quante energie stai spendendo per preoccuparti?
Proviamo a fare un piccolo esercizio.
Pensa a qualcosa che ti preoccupa in questo momento. Può essere una questione economica, una situazione familiare, un problema sul lavoro o una scelta che non sai come affrontare.
Adesso chiediti: quante volte ci hai pensato negli ultimi giorni?
Quante volte hai ripercorso mentalmente la stessa situazione, cercando una risposta che ancora non hai? Quante volte hai immaginato lo scenario peggiore, come se pensarci abbastanza potesse impedirgli di verificarsi?
Lo facciamo tutte, prima o poi.
Ci convinciamo che preoccuparci significhi essere preparate, che anticipare ogni problema ci aiuterà a controllarlo.
Ma c'è una differenza enorme tra affrontare una difficoltà e continuare a rimuginarci sopra.
La prima cosa può aiutarci a trovare una soluzione.
La seconda, spesso, ci lascia soltanto più stanche.
La preoccupazione assomiglia a una sedia a dondolo: ci muoviamo continuamente, avanti e indietro, ma restiamo sempre nello stesso punto.
E allora, quando ci accorgiamo di essere intrappolate nei nostri pensieri, possiamo provare a porci una domanda diversa.
«C'è qualcosa che posso fare concretamente, oggi, per affrontare questa situazione?»
Se la risposta è sì, cominciamo da lì. Anche con un piccolo passo.
Se la risposta è no, forse dobbiamo imparare a tollerare l'incertezza, invece di consumare tutte le nostre energie cercando di controllare ciò che non dipende da noi.
Non significa essere superficiali o ignorare i problemi. Significa riconoscere che non tutto si risolve preoccupandosi di più.
A volte abbiamo bisogno di agire.Altre volte di aspettare.E altre ancora di chiedere aiuto.
Non dobbiamo fare tutto da sole per dimostrare di essere forti.
3 Quando la vita non va come avevamo previsto
Ci sono momenti in cui tutto sembra andare storto.
Risolviamo un problema e ne arriva un altro. Cerchiamo di sistemare una situazione e, proprio quando pensavamo di aver ritrovato un po' di tranquillità, qualcosa cambia di nuovo.
È come se non riuscissimo mai a riprendere fiato.
In quei periodi possiamo sentirci stanche, scoraggiate, persino arrabbiate. Possiamo domandarci perché proprio a noi stia succedendo tutto questo e quanto ancora dovremo resistere.
E non dobbiamo vergognarci di sentirci così.
Non siamo macchine progettate per affrontare qualsiasi difficoltà senza conseguenze. Anche le persone più determinate hanno bisogno di fermarsi, di essere ascoltate, di lasciarsi sostenere da qualcuno.
La forza non consiste nel fingere che vada tutto bene.
Consiste anche nel riconoscere quando qualcosa ci sta facendo male e nel trovare il modo di prendercene cura.
Forse non possiamo scegliere tutte le circostanze che incontriamo. Non possiamo prevedere ogni cambiamento, evitare ogni delusione o impedire a chi amiamo di attraversare momenti difficili.
Ma possiamo imparare a non trasformare ogni imprevisto in una condanna.
Un problema non significa che tutta la nostra vita stia andando male. Una porta chiusa non significa che non esistano altre possibilità. Un fallimento non cancella le nostre capacità.
E un momento di fragilità non annulla la forza che abbiamo dimostrato fino a oggi.
A volte siamo talmente concentrate su ciò che non sta funzionando da dimenticare quante altre cose, dentro e intorno a noi, continuano a esserci.
Non è necessario trovare subito una risposta a tutto.
Possiamo affrontare una giornata alla volta, una decisione alla volta, un passo alla volta.
E se oggi riusciamo soltanto a fare quel piccolo passo, non significa che abbiamo fallito.
Significa che stiamo continuando.
4 Proteggi i tuoi pensieri: non tutto quello che temi è vero
Una delle cose più difficili da imparare è distinguere ciò che sta realmente accadendo da ciò che immaginiamo possa accadere.
La mente, quando ha paura, sa essere molto convincente.
Ci sussurra che non siamo capaci, che andrà sicuramente male, che gli altri ci giudicheranno, che non riusciremo a rialzarci.
E, se ascoltiamo quelle parole abbastanza a lungo, finiamo per considerarle verità.
Ma un pensiero non è necessariamente un fatto.
- Avere paura di fallire non significa che falliremo.
- Sentirci inadeguate non significa esserlo.
- Temere di non riuscire ad affrontare una difficoltà non significa che non troveremo le risorse per farlo.
La prossima volta che la tua mente comincerà a raccontarti il peggio, prova a fermarti.
Chiediti se hai davvero delle prove per sostenere quel pensiero oppure se stai semplicemente immaginando uno scenario possibile.
Poi prova a sostituire la domanda «E se andasse tutto male?» con una più utile: «E se riuscissi a trovare una soluzione che oggi non riesco ancora a vedere?».
Non si tratta di convincersi che tutto andrà sempre bene. Sarebbe irrealistico.
Si tratta di ricordare a noi stesse che il futuro non è già scritto e che non possiamo giudicare le nostre possibilità soltanto sulla base delle nostre paure.
Possiamo essere prudenti senza diventare pessimiste. Possiamo riconoscere i rischi senza rinunciare in anticipo. Possiamo prepararci alle difficoltà senza vivere costantemente in allarme.
E soprattutto possiamo imparare a parlarci con più rispetto.
Prova a pensare a come parleresti a un'amica che ami profondamente se ti confidasse le stesse paure che porti dentro di te.
Probabilmente non le diresti che è incapace, che non ce la farà o che dovrebbe vergognarsi dei suoi dubbi.
Le ricorderesti quanto vale. Le diresti di fare un passo alla volta. Le ricorderesti le difficoltà che ha già superato.
Perché allora siamo così dure con noi stesse?
5 Non devi affrontare tutto da sola
C'è un'immagine che mi piace molto: quella di una donna che continua a camminare anche quando la strada diventa difficile.
Non perché non sia stanca, ma perché ha imparato che può fermarsi a riprendere fiato senza dover rinunciare al suo viaggio.
Può chiedere indicazioni.Può accettare una mano.Può cambiare percorso.
E può anche ammettere di non sapere ancora come arrivare a destinazione.
Quante volte, invece, ci imponiamo di avere sempre una soluzione?
Siamo abituate a prenderci cura degli altri, a organizzare, a risolvere, a trovare il modo di far funzionare le cose. E qualche volta finiamo per credere che chiedere aiuto significhi non essere abbastanza forti.
Ma non è così.
Parlare con una persona di fiducia, condividere una preoccupazione, rivolgersi a un professionista quando ne sentiamo il bisogno: sono tutte forme di coraggio.
Non dobbiamo aspettare di essere completamente sopraffatte per concederci un sostegno.
E non dobbiamo nemmeno pretendere di trasformare ogni dolore in una lezione nel giro di pochi giorni.
Ci sono esperienze che richiedono tempo. Ci sono paure che non scompaiono semplicemente perché decidiamo di essere positive. E ci sono momenti in cui la cosa più coraggiosa che possiamo fare è riconoscere di avere bisogno di aiuto.
Se la paura diventa persistente e limita la nostra vita, chiedere un supporto psicologico può essere un passo importante per ritrovare serenità e fiducia.
La forza non è resistere a qualsiasi costo.
È anche imparare a prenderci cura di noi.
6 E se oggi scegliessi di fare un passo?
Vorrei lasciarti con alcune domande.
C'è qualcosa che desideri fare, ma che continui a rimandare per paura?
C'è una decisione che sai di dover prendere, ma che eviti perché non conosci il risultato?
C'è un sogno che hai messo da parte perché qualcuno ti ha fatto dubitare delle tue capacità?
Non devi necessariamente rivoluzionare la tua vita domani mattina. Non devi dimostrare niente a nessuno e non sei obbligata a compiere gesti eclatanti.
Ma potresti cominciare da una cosa piccola.
- Inviare quella candidatura.
- Informarti su quel corso.
- Parlare con quella persona.
- Dire ciò che pensi.
- Stabilire un limite.
- Riprendere in mano un progetto che hai abbandonato.
Non aspettare di non avere più paura.
Forse la paura sarà ancora lì, almeno all'inizio. Ma puoi imparare a portarla con te senza permetterle di scegliere ogni direzione al posto tuo.
E ricorda: non tutte le paure vanno ignorate. A volte ci avvertono di un pericolo reale e meritano di essere ascoltate. Il punto è non lasciare che l'ansia decida per noi anche quando abbiamo la possibilità di valutare, scegliere e agire.
Il coraggio non significa correre rischi senza pensarci. Significa non rinunciare automaticamente a qualcosa di importante soltanto perché ci spaventa.
Non possiamo sapere con certezza come andrà ogni cosa.
Possiamo però scegliere di non vivere ogni giorno come se il peggio fosse inevitabile.
Possiamo prepararci, chiedere aiuto, fare la nostra parte e imparare ad affrontare ciò che arriverà, quando arriverà.
Perché forse la vera vittoria non consiste nell'eliminare ogni paura dalla nostra vita.
Forse consiste nel guardare quella paura negli occhi e dirle: «Ti vedo. So che sei qui. Ma questa volta non deciderai tu al posto mio».
Non aspettare di sentirti invincibile per cominciare. Non devi essere senza paura per essere una donna coraggiosa. Devi soltanto ricordarti che la paura è una parte di te, non è tutto ciò che sei.
Il coraggio non è non avere paura. È scegliere di non lasciare che la paura scriva tutta la tua storia.