Il nostro Egitto: quel viaggio che crea dipendenza e che ogni anno ci fa tornare

Ci sono luoghi che visiti una volta e che ricordi per sempre. E poi ci sono luoghi in cui senti il bisogno di tornare, ancora e ancora, quasi come se una parte di te fosse rimasta lì.
Per noi, quel posto è l’Egitto.
Anche quest’anno trascorreremo il Natale e il Capodanno in questa terra. Sarà il nostro terzo anno consecutivo. E, nonostante conosciamo già quei luoghi, le loro strade, i loro profumi e i loro colori, l’emozione è sempre la stessa. Anzi, forse ogni volta è ancora più forte.
La cosa curiosa è che questa sensazione inizia ancora prima di raggiungere l’hotel. Comincia appena scendiamo dall’aereo.
Si apre il portellone, metti piede fuori e vieni immediatamente avvolta da quel calore particolare. Un calore che sembra attraversarti il corpo, arrivare fin dentro le ossa. E poi ci sono i profumi: quelli tipici di questa terra, intensi, speziati, inconfondibili. In quel preciso istante capisci di essere arrivata dove desideravi essere.
È difficile spiegare questa sensazione a chi non l’ha mai provata. Ma per noi è diventata una sorta di rituale: appena arriviamo, sentiamo di essere finalmente a casa, almeno per qualche settimana.
Un Natale diverso, ma speciale
Trascorrere il Natale in Egitto significa anche vivere una festività in modo completamente diverso.
Siamo in un Paese a maggioranza musulmana, dove il Natale non rappresenta la ricorrenza religiosa che conosciamo in Italia. Eppure, per noi, è proprio questo cambiamento di atmosfera a rendere il viaggio particolare.
Lasciamo per qualche giorno le nostre abitudini, le tavole imbandite, la frenesia dei preparativi e il ritmo delle festività italiane.
Qui il tempo sembra scorrere diversamente.
Il Capodanno assume un significato più laico e internazionale, soprattutto nelle località turistiche, dove persone provenienti da ogni parte del mondo si ritrovano per festeggiare insieme.
E noi ci godiamo tutto questo, con la consapevolezza di vivere un’esperienza diversa dal solito.
Il mare, il deserto e quella libertà che rigenera
C’è qualcosa di straordinario nel mare egiziano.
Le sue acque trasparenti, le temperature piacevoli, i colori incredibili della barriera corallina e quella quantità di pesci che sembra uscita da un documentario naturalistico.
Fare snorkeling o immersioni qui significa entrare in un mondo completamente diverso, dove basta mettere la testa sott’acqua per dimenticare tutto il resto.
E poi c’è il deserto del Sinai.
Una delle esperienze che amiamo di più è proprio quella di trascorrere una notte nel deserto, dormendo in una tenda di fronte al mare. Un’esperienza che ti riconnette con le cose essenziali: il silenzio, la natura, il cielo stellato e la bellezza di non dover fare assolutamente nulla.
Durante il giorno ci godiamo il mare, ma le nostre giornate non finiscono certo lì.
Amiamo cenare ogni sera in un locale diverso di Naama Bay, passeggiare tra le sue strade, fare shopping a Soho Square e perderci nei vicoli della città vecchia, proprio sotto la splendida moschea di Al Sahaba.
Ogni angolo ha qualcosa da raccontare. Ogni passeggiata diventa un’occasione per scoprire qualcosa di nuovo.
E forse è proprio questo il bello: tornare in un posto che conosci, ma riuscire ogni volta a viverlo con occhi diversi.
Perché continuiamo a tornare?
La verità è che l’Egitto, per noi, è diventato molto più di una destinazione turistica.
È una pausa. È una parentesi di serenità dopo mesi trascorsi tra impegni, lavoro, responsabilità e giornate che sembrano non finire mai.
È il piacere di svegliarsi senza guardare continuamente l’orologio, di trascorrere ore al mare, di fare una passeggiata senza una meta precisa e di concedersi il lusso di rallentare.
Non cerchiamo necessariamente qualcosa di nuovo ogni volta. A volte abbiamo semplicemente bisogno di ritrovare qualcosa che ci fa stare bene.
E credo che questo sia uno degli aspetti più belli del viaggiare: scoprire che alcuni luoghi riescono a diventare parte della nostra vita, dei nostri ricordi e persino delle nostre abitudini.
Ci sono viaggi che ti arricchiscono perché ti mostrano qualcosa che non conoscevi.
Altri, invece, ti fanno stare bene perché ti restituiscono una parte di te che, nella quotidianità, rischi di perdere.
Il nostro Egitto è così.
E la cosa più bella è che, ancora prima di partire, già sentiamo la nostalgia di quei luoghi. E quando arriva il momento di tornare a casa, succede puntualmente la stessa cosa: lasciamo questa terra con una strana sensazione, quella di volerci ritornare.
Forse è questo il significato più autentico di un viaggio: non soltanto la gioia di arrivare, ma il desiderio di non dover andare via.
E così, anche quest’anno, torneremo nella nostra Africa.
Perché ci sono posti che non smettono mai di chiamarti.
E l’Egitto, per noi, è decisamente uno di questi.